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L’agopuntura
è un sistema terapeutico utilizzato in Cina da 5000 anni, ma anche
in molti paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti d’America.
Concetto base: secondo i cinesi, l’uomo è una copia
dell’universo. Il flusso di energia (Chi) che attraversa il corpo
corrisponde al movimento della forza vitale che ha più ampie manifestazioni
in Natura. La malattia è causata dalla disarmonia tra l’uomo
e la natura; tra lo Yin (energia femminile) e lo Yang (energia maschile),
espressioni dell’energia universale o Chi.
Meridiani: l’energia universale o Chi, fluisce nel corpo umano attraverso
una serie di canali detti Meridiani. Quando l’energia è bloccata
nel suo fluire, si verifica un’alterazione della sua distribuzione
nel corpo e nei suoi organi, tanto da generare la malattia.
Fisiologia: Il punto di agopuntura è una zona cutanea a bassa resistenza
ed alta conduttanza; in questa zona i fasci neuro-vascolari ascendono
dal sottocute verso l’epidermide e le fibre nervose si diramano
“a pennello” nel derma.
Funzionalmente, la stimolazione dei punti provoca l’attivazione
di recettori e fibre nervose afferenti del II, III e IV gruppo, un’integrazione
nel sistema nervoso centrale (a livello segmentario ed extrasegmentario)
e delle risposte efferenti. Dai centri nervosi superiori (PAG, nucleo
magno del rafe, nucleo parafascicolare del talamo, nucleo reticolare magno-cellulare)
si dipartono due sistemi discendenti inibitori:
- serotoninergico
- noradrenergico.
La stimolazione agopunturale
quindi accanto al classico effetto analgesico può determinarne
altri:
- immunomodulatore
- di regolazione neuro-ormonale
- decontratturante-antispastico
- vasomodulatore e trofico
- ansiolitico ed antidepressivo.
Diagnosi e terapia:
nella pratica quotidiana, il medico, attraverso l’effettuazione
di una visita generale molto accurata, con la raccolta di dati clinici
passati ed attuali, con l’ausilio di analisi cliniche e strumentali
ma anche attraverso la valutazione di segni che consentono di valutare
lo stato energetico generale, può formulare una diagnosi (“energetica”).
Il medico, riscontrata una patologia osteo-articolare, neurologica o viscerale
potrà consigliare un piano di terapia agopunturale primaria o complementare
ad un trattamento farmacologico, fisiatrico etc.
Efficacia: nel novembre 1998 i National Institutes of the Health
(NHI, Bethesda, MD, USA), massima autorità statunitense, in uno
studio sulla validità dell’agopuntura così riportavano:
“Con l’uso dell’agopuntura sono emersi risultati promettenti
nel trattamento della nausea e del vomito post-chemioterapia, del dolore
post-operatorio. Esistono inoltre alcune condizioni come la tossicodipendenza,
la riabilitazione post-ictale, le cefalee, i dolori mestruali, il gomito
del tennista, la fibromialgia, il dolore miofasciale, l’osteoartrite,
il mal di schiena, la sindrome del tunnel carpale e l’asma per le
quali l’agopuntura può essere utile come trattamento aggiuntivo
o come alternativa ragionevole oppure come complemento di un piano terapeutico
multifattoriale”. Come cenno storico si può dire che già
nel 1986, la IASP (International Association of the Study of Pain), il
massimo organo internazionale di studio e di coordinamento della ricerca
sul dolore, aveva pubblicato sull’importante rivista Pain, la classificazione
delle sindromi dolorose croniche, suscettibili di trattamento agopunturale
o riflessoterapico (TENS, etc). Successivamente, nel 1989, l’OMS
indicava circa un centinaio di sindromi dolorose in cui si riconosceva
la validità terapeutica dell’agopuntura.
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