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La
rieducazione posturale globale (R.P.G.) ideata da Philippe & Souchard
è un metodo di postura essenzialmente attiva, attraverso la quale
si agisce sulla modificazione della “cattiva forma” della
struttura muscolo scheletrica, determinando così il recupero della
funzione.
Henry Otis Kendal definì la postura <<uno stato caratterizzato
dall’insieme delle posizioni delle articolazioni del corpo in un
dato momento>>.
Esiste, tuttavia, una “costante posturale” che rappresenta
la posizione ideale del corpo nello spazio in un momento preciso della
nostra evoluzione filogenetica.
Una buona postura è il risultato di un equilibrio efficiente del
peso del corpo, intorno al suo centro di gravità, “che in
un così detto adulto medio si fa coincidere con un punto appena
davanti alla prima o alla seconda vertebra sacrale” e dalla contrazione
equilibrata dei muscoli intorno alla colonna e ciascun arto.
È impressionante constatare come i rari soggetti perfettamente
equilibrati non soffrano mai di dolori alla schiena al contrario di soggetti
il cui equilibrio posturale e muscolare si discosta in maniera più
o meno evidente dalla norma, facendo sì che tale situazione si
associ molto spesso a dolore acuto o cronico.
È per questo che la R.P.G. modificando le deviazioni posturali
del paziente, consente il miglioramento della sintomatologia olgica ed
il ripristino della funzione alterata.
Grazie a questa correlazione il metodo R.P.G. si può considerare
ben più che un metodo “ortopedico”, in quanto il suo
concetto fondamentale è la globalità, condizione indispensabile
per risalire dalla conseguenza alla causa della disfunzione.
La R.P.G. può trovare valida e pratica applicazione in tutte le
patologie che determinano conseguenze strutturali e funzionali a carico
dei differenti distretti dell’apparato locomotore.
A causa della loro funzione (antigravitaria, di sospensioni e di tensioni
reciproche) i muscoli statici sono fortemente tonici ed ogni modificazione
della morfologia (deviazione posturale) provoca l’accorciamento
di questi ultimi con conseguente riduzione della loro elasticità.
Il fatto che i nostri muscoli statici sono spesso pluriarticolari e organizzati
sotto forma di catene muscolari, comporta che ogni tentativo di allungamento
si paghi con un compenso in un punto qualsiasi della catena.
Da ciò si evince il bisogno assolutistico di lavorare in globalità,
utilizzando “posture globali” realizzando contemporaneamente:
- l’esercizio concentrico dei muscoli della dinamica indeboliti;
- l’esercizio eccentrico dei muscoli della statica retratti;
- la liberazione espiratoria;
- la riarmonizzazione del tono posturale.
La R.P.G. permette, attraverso
le sue posture, di correggere tutte le possibili combinazioni di retrazioni
muscolari, permettendo al terapista di adattare il suo intervento ad ogni
caso particolare. |